Performance Strategy

Campagne Google e Meta che portano richieste, non impression

Pubblici, messaggi, landing e misurazione collegati fra loro, non gestiti a compartimenti. L’obiettivo non è il clic più economico: è il cliente più profittevole.

Il problema

Il budget non è quasi mai il vero collo di bottiglia

La domanda più frequente è «quanto dobbiamo investire?». Ma se il tracciamento è impreciso e la pagina di destinazione non convince, aumentare la spesa amplifica solo il problema.

Prima di alzare il budget verifichiamo tre cose: che le conversioni misurate siano richieste vere, che la landing risponda alla promessa dell’annuncio e che il commerciale sappia cosa farsene dei contatti che arrivano.

Quando questi tre elementi sono a posto, ogni euro aggiunto produce un effetto prevedibile. È a quel punto che si scala, non prima.

Su cosa lavoriamo

I canali del performance marketing, e cosa li tiene insieme

Non attiviamo tutti i canali per principio. Si parte da quello con il ciclo più corto e si aggiungono gli altri quando i numeri lo giustificano.

Google Ads: Search e Shopping

Intercettiamo chi sta già cercando quello che vendi. È il canale con il ciclo più corto tra clic e richiesta, e il primo da sistemare quando i numeri non tornano.

  • Ricerca e brand protection
  • Shopping e Performance Max
  • Estensioni e landing dedicate

Meta: Facebook e Instagram

Domanda latente: persone che non ti stanno cercando ma hanno il problema che risolvi. Serve creatività forte e un’offerta chiara, non solo targeting.

  • Campagne di acquisizione
  • Sequenze creative
  • Cataloghi e-commerce

LinkedIn per il B2B

Costa di più per clic, ma permette di parlare a un ruolo preciso dentro un’azienda precisa. Ha senso quando il valore del cliente giustifica il costo del contatto.

  • Targeting per ruolo e settore
  • Lead gen form
  • Nutrimento dei contatti

Retargeting e sequenze

La maggior parte delle persone non compra alla prima visita. Costruiamo i passaggi successivi in base a cosa hanno visto e dove si sono fermate.

  • Pubblici per comportamento
  • Frequenze controllate
  • Esclusioni per chi ha già comprato

Tracciamento e attribuzione

Server-side tracking, eventi di conversione coerenti e un modello che dice quale canale ha davvero contribuito. Senza questo, si ottimizza al buio.

  • GA4 e Tag Manager
  • Conversioni offline dal CRM
  • Modello di attribuzione

CRO: migliorare la conversione

Prima di aumentare il budget conviene aumentare la percentuale di visitatori che diventano contatti. Costa meno e migliora ogni campagna successiva.

  • Analisi dei percorsi
  • Test su landing e form
  • Riduzione degli attriti

Come procediamo

Dalla verifica dei dati alla scala controllata

Ogni fase ha una soglia da superare per passare alla successiva. Se una campagna non la supera, si ferma: è previsto dal metodo, non è un fallimento.

  1. Audit degli account e dei dati

    Guardiamo gli account esistenti, la qualità del tracciamento e lo storico delle campagne. Nove volte su dieci il primo problema è che le conversioni misurate non corrispondono a richieste vere.

  2. Struttura e piano di test

    Definiamo su quali pubblici puntare, con quali messaggi e quale budget minimo serve per raccogliere dati significativi. Ogni test parte con un’ipotesi scritta e un criterio di successo.

  3. Messa in aria e creatività

    Prepariamo annunci, visual e landing coerenti con la promessa. Le campagne partono in versione ridotta: prima si verifica che il flusso dati funzioni, poi si spinge.

  4. Ottimizzazione settimanale

    Ogni settimana rivediamo costo per lead qualificato, tasso di chiusura e ritorno per canale. Si sposta budget su ciò che funziona e si spegne il resto senza affezionarsi.

  5. Scala e consolidamento

    Quando un pubblico regge, si allarga con controllo, tenendo d’occhio la saturazione. Quando smette di rendere, si riduce prima che il costo per contatto salga in silenzio.

Il risultato

Cosa cambia nella gestione quotidiana

Un costo per contatto conosciuto

Sai quanto ti costa acquisire un contatto qualificato per canale. Da lì decidere quanto investire smette di essere una scommessa.

Meno contatti inutili

Ottimizzando sui lead che il commerciale considera validi, il volume a volte scende. Le trattative aperte, di solito, no.

Decisioni sui numeri veri

Con le conversioni offline collegate al CRM, il report mostra le vendite chiuse, non i moduli inviati.

Una precisazione onesta

Nessuno può garantire un costo per lead prima di aver visto i dati: dipende dalla concorrenza sul tuo mercato, dal margine e dalla forza dell’offerta. Quello che possiamo garantire è come si decide, con quali soglie e in quanto tempo si capisce se un canale ha senso.

Domande frequenti

Performance: le domande più frequenti

Non trovi la tua? Scrivici: rispondiamo entro un giorno lavorativo.

Fai una domanda
Qual è il budget minimo per partire?

Dipende dal settore e dal costo per clic, ma sotto una certa soglia i dati non bastano a decidere niente. In genere consigliamo almeno 1.500–2.000 € mensili di sola spesa pubblicitaria per un canale singolo. Se il budget è inferiore, meglio concentrarlo su SEO e contenuti.

Come vengono calcolati i vostri compensi?

Canone mensile fisso legato alla complessità della gestione, non una percentuale sulla spesa. Non vogliamo avere un incentivo ad aumentarti il budget quando non serve.

In quanto tempo si vedono i risultati?

I primi segnali utili in 3–6 settimane, il tempo di raccogliere abbastanza conversioni. Un giudizio solido su un canale richiede in genere 2–3 mesi, soprattutto se il ciclo di vendita è lungo.

Gli account restano intestati a noi?

Sempre. Lavoriamo sui vostri account Google e Meta come collaboratori. Se un giorno cambiate agenzia, portate via storico, pubblici e conversioni senza dover ricominciare.

Producete voi i contenuti degli annunci?

Sì: testi, visual e adattamenti per formato fanno parte della gestione. Per video complessi o shooting fotografici lavoriamo con professionisti esterni, a preventivo separato.

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